L’UGANDA

 

L’’Uganda è uno dei paesi più belli e interessanti dell’’Africa. Non per niente, nel 1907 Sir Winston Churchill coniò per il Paese la definizione di “Perla d’’Africa”. Fieri del loro Paese, gli ugandesi hanno oggi coniato un motto ancor più suggestivo: “”Uganda–, il Paese dotato dalla natura””, che si riferisce al paesaggio, alla flora e alla fauna di questo territorio.

Un territorio che purtroppo è stato teatro di colonizzazioni, lotte intestine, malgoverno, sfruttamento. Questi elementi hanno portato povertà ed arretratezza. Alcuni dati:

icona-triangolo-rosso   il 19% della popolazione soffre di malnutrizione e fame, il 23% dei bambini sotto 5 anni di vita sono malnutriti e soffrono la fame;

icona-triangolo-blu   il 60% della popolazione ha accesso all’’acqua;

icona-triangolo-verde   il 43% della popolazione ha accesso ai servizi sanitari.

IL PAESE LA GUERRA L’ISTRUZIONE LA SALUTE
bambini in strada
soldati-stagliati-contro-il-tramonto
lezione di Fisica in laboratorio scuola BCK BOARDING - Copy
bimba appena dimessa da ospedale BMC - Copy

 

 

IL PAESE
L’’Uganda si trova vicino all’’Equatore, nella regione dei Grandi Laghi Africani. Confina a nord con il Sudan del Sud, a sud con il Ruanda e la Tanzania, a est con il Kenya e a ovest con la Repubblica Democratica del Congo. In Uganda si parlano diverse lingue: il luganda nella zona centro-meridionale, il lugbara nella zona degli altopiani tra i fiumi Congo e Nilo, l’acholi nella regione di Gulu. L’’inglese è la lingua ufficiale.

Il settore più importante per l’economia è l’agricoltura, che impiega oltre l’80% della forza lavoro. Il caffè è il prodotto che dà la maggior parte dei proventi delle esportazioni.

Le risorse naturali del paese sono numerose, dai suoli fertili ai piccoli depositi di rame e oro, fino al petrolio recentemente scoperto. Dal 1986 il governo ha lavorato per la stabilizzazione dell’economia, avviando numerose riforme economiche, ma il reddito nazionale lordo pro capite è inferiore ai 1.000 $, metà della popolazione vive sotto la soglia di povertà e deve cavarsela con poco più di un dollaro al giorno.

L’’Uganda ha alle spalle una storia molto travagliata.
I primi movimenti politici, guidati da Milton Obote portarono all’’indipendenza del Paese dall’’Inghilterra. Obote concentrò tutti i poteri nelle sue mani fino al 1971, quando il suo braccio destro Idi Amin gli succedette con un colpo di stato.
Amin rimase al potere per 8 anni, durante i quali circa 300.000 persone, quasi tutte classificate come “oppositori politici”, furono uccise. Nel 1979 Amin attaccò la Tanzania, ma l’’insuccesso militare lo costrinse a lasciare il Paese per fuggire in Libia, lasciando campo libero per il ritorno al potere di Obote.

Nei 5 anni seguenti la situazione del Paese non migliorò molto e altre 100.000 persone furono uccise a causa delle sistematiche repressioni del dissenso.
Nel 1985 un nuovo golpe portò al potere Tito Okello, ma il suo regime durò solo un anno e fu rovesciato da Yoweri Museveni, leader del Movimento di Resistenza Nazionale, che conquistò Kampala marciando alla testa di 20.000 uomini. Ancora oggi Museveni è presidente del Paese.

Per saperne di più:

icona-triangolo-verde Agenzia di stampa con notizie relative ai paesi africani (Fonte NIGRIZIA)
icona-triangolo-verde Statistiche relative all’’Uganda divise per argomenti (Fonte UNICEF)
icona-triangolo-verde Statistiche e informazioni sull’Uganda (Fonte PEACEREPORTER)
icona-triangolo-verde Ugandabout (dal blog di ITALIA UGANDA Onlus)

LA GUERRA

Il primo gruppo ribelle che diede origine alla guerra civile, durata 20 anni, fu l’UPDA (Uganda People’s Democratic Army), appoggiato da una buona parte della popolazione, specialmente quella rurale. Da una costola dell’UPDA venne poi creato il Movimento dello Spirito Santo, fondato da Alice Lakwena, che sosteneva di essere una medium in grado di comunicare con gli spiriti.

Quando nel 1988 il governo di Museveni e l’UPDA, dopo non facili negoziazioni, raggiunsero un accordo di pace, un gruppo del Movimento dello Spirito Santo rimase fuori dalle trattative e la guerra perciò proseguì. Il gruppo di ribelli finì sotto il comando di un familiare di Alice Lakwena, di nome Joseph Kony. Kony si autoproclamò messaggero di Dio, tanto che nel 1993 rinominò il suo gruppo LRA, Lord’s Resistance Army, con lo scopo di stabilire uno stato teocratico basato sui Dieci Comandamenti misti a tradizioni locali.

Nel 2006 sono state avviate le trattative di pace. Si è così giunti ad una tregua, confermata in modo permanente nel 2008, ma le azioni violente dell’LRA non sono mai realmente terminate. Vittime principali della ferocia dell’LRA sono i bambini: i maschi vengono rapiti e costretti a una vita da soldato, mentre le femmine si trovano ridotte a schiave sessuali e sfruttate per tenere in ordine gli accampamenti.

Secondo l’UNICEF nel 2006 erano 25.000 i bambini rapiti dall’LRA dall’inizio del conflitto, tra cui un migliaio di “bambine madri” rimaste incinta durante la prigionia. Dal 2009 gli attacchi dei ribelli sono comunque diminuiti e buona parte della popolazione del nord ha potuto lasciare i campi profughi dove era stata costretta a rifugiarsi. Ci vorrà ancora molto tempo per la ricostruzione dei villaggi, dei pozzi, delle scuole e degli ospedali distrutti dagli attacchi dei ribelli.

Per saperne di più:

icona-triangolo-rosso Il conflitto ugandese (Fonte PERCORSIDIPACE)
icona-triangolo-rosso I conflitti nel mondo (Fonte PEACEREPORTER)
icona-triangolo-rosso I rifugiati interni dell’Uganda (Fonte UNHCR)

L’ISTRUZIONE
Secondo le statistiche, la spesa pubblica nell’’ambito dell’educazione in Uganda è inferiore al miliardo di dollari: per fare un raffronto, l’’Italia, pur essendo agli ultimi posti in Europa, spende più di 80 volte tanto!
L’Inghilterra ha avuto una profonda influenza sull’educazione ugandese. Dopo l’indipendenza non è più stato così, ma il sistema e la filosofia di istruzione sono ancora essenzialmente inglesi.
Le scarse performance dell’economia del Paese influenzano negativamente la qualità dell’istruzione, poiché le scuole sono meno del necessario, scarsamente dotate di materiale e strumenti, tutte sono ‘costrette’ a chiedere agli studenti il pagamento di una retta annuale. L’educazione primaria dura 7 anni, dal I al VII grado. L’anno scolastico va da gennaio a dicembre ed è diviso in 3 trimestri di 3 mesi ciascuno. Solo un quarto dei diplomati alla scuola primaria si iscrive a quella secondaria: questo dato peggiora per quanto riguarda le donne. La scuola secondaria dura 6 anni, dal I al VI grado. Al termine del quarto anno gli studenti devono sostenere un esame che, se superato, dà accesso ad altri 2 anni d’istruzione specialistica. L’istruzione secondaria termina con un ulteriore esame che, se superato, consente agli studenti di iscriversi all’’università. 
Per saperne di più:

icona-triangolo-giallo L’istruzione negata (Fonte IL SOLE 24ORE)
icona-triangolo-giallo Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia (Fonte UNICEF)
icona-triangolo-giallo Statistiche sull’educazione nel mondo (Fonte UNESCOMO.it)

LA SALUTE
Gli indici relativi alla situazione sanitaria in Uganda sono comparabili alla media dell’’Africa Sub Sahariana, quindi ancora molto bassi. Recenti statistiche mostrano che la speranza di vita alla nascita in Uganda è di circa 49 anni. La mortalità infantile (prima dei cinque anni) è pari a 138 morti ogni 1000 nascite. La spesa sanitaria totale è il 7.3% del PIL. I primi casi di AIDS sono stati riconosciuti in Uganda nel 1983, con circa 900 casi segnalati nel 1986, che sono saliti  a 6.000 nel 1988. Nei primi anni ’’90, è stato tra i Paesi africani più colpiti dal virus HIV e da AIDS. Proprio per questo è stato tra i pionieri in Africa ad istituire un controllo nazionale tramite l’’AIDS Program (ACP) e il Comitato Nazionale per la Prevenzione dell’AIDS (NCPA), che lavorava con il supporto finanziario e tecnico del WHO (il World Health Organization delle Nazioni Unite). Negli ultimi dieci anni, l’Uganda si è molto impegnato nel contrasto all’epidemia di HIV & AIDS, fondato su un approccio multisettoriale coordinato dalla Commissione AIDS in Uganda (UAC). Oggi il tasso è molto diminuito (4,1%).Tuttavia, l’HIV e l’AIDS continuano ad essere una grande sfida socio-economica e sono tra le principali cause di morbilità e mortalità del Paese. Ci sono circa 1,2 milioni di bambini rimasti orfani a causa dell’AIDS. I servizi sanitari stanno attualmente raggiungendo meno di un quarto di questi bambini, inoltre la qualità di questi servizi è altalenante, spesso molto scarsa.
Per saperne di più:

icona-triangolo-blu Statistiche sulla salute in Uganda (Fonte World Health Organization)
icona-triangolo-blu Country health profile (Fonte World Health Organization)
icona-triangolo-blu AIDS Control Program (Fonte Ministero della Salute Ugandese)
icona-triangolo-blu Supporto all’AIDS nei paesi in via di sviluppo (Fonte AIDSAlliance)